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lunedì 15 aprile 2024

sabato 16 gennaio 2021

La persona al centro. Non siamo una X nel ciclo dell'azoto...

Con questo post voglio rispondere ai commenti degli amici Ariano e Nick al mio pezzo di ieri sul 
Covid19, poiché entrambi hanno sollevato i temi "Unione Europea" e dicotomia statalismo/privatizzaione.
Non voglio avventurarmi in considerazioni su temi e argomenti che non conosco bene, tanto per 'dire la mia' ad ogni costo; per non fare perciò la figura del 90% dei nostri politici, che trovano interessante il fatto che se aprono la bocca ne escano suoni più o meno articolati.
Certamente questa UE non è quella che avevano immaginato Rossi, Colorni e Spinelli col loro Manifesto di Ventotene; o Churchill (proprio un UK, i cui discendenti hanno combattuto per la Brexit!) che voleva fortemente gli Stati Uniti d'Europa; o De Gasperi, Schumann, Spaak, Adenauer... .
Troppa economia, poca persona al centro.
Ma questo è l'andazzo della società mondiale degli ultimi 100 anni.
Viviamo ancora in piena lotta tra capitalismo e marxismo e, com'è naturale, questo non aiuta a vedere il centro del problema: il mondo è fatto di persone non di classi sociali. Finché mettiamo al centro una classe sociale o un'altra, finché ragioneremo per contrapposizioni di gruppi, l'uomo nella sua integrità non verrà mai fuori.
Io sono un europeista convinto, ma quest'Europa posso sopportarla solo 'tappandomi il naso', come si diceva una volta, con l'auspicio che presto ci sia qualcuno capace di raddrizzare le cose, di farle tornare all'idea originaria. Ma ci vorrebbe qualcuno (inteso come gruppo, politico o no) che dia una spinta bella forte per il cambiamento; naturalmente con un ritorno ai pilastri di fondazione di cui ho parlato sopra.
E siamo al cane che si morde la coda: una società che è ormai indirizzata su determinati binari, può produrre un'idea forte che scombussoli lo status quo? Chi potrebbe e dovrebbe farlo?
Lo stesso discorso lo farei sul discorso di 'statalismo' - 'privatizzazione'. C'è bisogno di una via di mezzo che parta dai bisogni delle persone.
È un'utopia? certamente! Almeno in questa società.
Questo è anche il senso del mio discorso di ieri sul Covid19: la crisi umana e sociale avrebbe dovuto darci tempo e opportunità di fermarci a riflettere sulla situazione, sui disastri fatti dalla politica e dall'economia negli ultimi 50 anni. E invece ci siamo cullati in una specie di sonno indotto durato un paio di mesi lo scorso anno tra marzo e maggio, e quando siamo usciti abbiamo detto: ... e ora godiamoci tutto quello che non abbiamo fatto finora.
Vedere gente che gozzoviglia -con la quasi certezza di trasmettere ancora il virus- in spregio a chi sta morendo in una terapia intensiva, solo perché deve dimostrare di essere superiore (ma a cosa e a chi?) è per me la riprova che il covid19 è stato (anche) un'occasione persa per rimetterci in carreggiata. Senza dubbio perché le basi mancavano già da prima: come fai a desiderare una cosa se non sai che esista? Coma fai a capire che urge invertire la rotta, se non ti rendi conto che la rotta è sbagliata?
E se provassimo semplicemente a partire non dalla fine, cioé dalla risposta, ma dall'inizio, cioé dalla domanda? Se provassimo a chiederci: che rotta vogliamo dare alla nostra vita? alla nostra società?
Come lo vediamo il nostro mondo del futuro?
Sono le parole di un visionario, lo so. Ma io non sono chiamato, grazie a Dio!, a risolvere i problemi.
Sono chiamato solamente a governare la mia vita. E neanche quello, in verità, perché la mia vita l'ho messa nelle mani di Dio.
Ed è proprio la mia fede in Dio a dirmi che in ogni cosa le persone, le loro vite, la qualità della loro vita, devono essere al centro di ogni progetto.



Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)
 

La persona al centro. Non siamo una X nel ciclo dell'azoto...

Con questo post voglio rispondere ai commenti degli amici Ariano e Nick al mio pezzo di ieri sul 
Covid19, poiché entrambi hanno sollevato i temi "Unione Europea" e dicotomia statalismo/privatizzaione.
Non voglio avventurarmi in considerazioni su temi e argomenti che non conosco bene, tanto per 'dire la mia' ad ogni costo; per non fare perciò la figura del 90% dei nostri politici, che trovano interessante il fatto che se aprono la bocca ne escano suoni più o meno articolati.
Certamente questa UE non è quella che avevano immaginato Rossi, Colorni e Spinelli col loro Manifesto di Ventotene; o Churchill (proprio un UK, i cui discendenti hanno combattuto per la Brexit!) che voleva fortemente gli Stati Uniti d'Europa; o De Gasperi, Schumann, Spaak, Adenauer... .
Troppa economia, poca persona al centro.
Ma questo è l'andazzo della società mondiale degli ultimi 100 anni.
Viviamo ancora in piena lotta tra capitalismo e marxismo e, com'è naturale, questo non aiuta a vedere il centro del problema: il mondo è fatto di persone non di classi sociali. Finché mettiamo al centro una classe sociale o un'altra, finché ragioneremo per contrapposizioni di gruppi, l'uomo nella sua integrità non verrà mai fuori.
Io sono un europeista convinto, ma quest'Europa posso sopportarla solo 'tappandomi il naso', come si diceva una volta, con l'auspicio che presto ci sia qualcuno capace di raddrizzare le cose, di farle tornare all'idea originaria. Ma ci vorrebbe qualcuno (inteso come gruppo, politico o no) che dia una spinta bella forte per il cambiamento; naturalmente con un ritorno ai pilastri di fondazione di cui ho parlato sopra.
E siamo al cane che si morde la coda: una società che è ormai indirizzata su determinati binari, può produrre un'idea forte che scombussoli lo status quo? Chi potrebbe e dovrebbe farlo?
Lo stesso discorso lo farei sul discorso di 'statalismo' - 'privatizzazione'. C'è bisogno di una via di mezzo che parta dai bisogni delle persone.
È un'utopia? certamente! Almeno in questa società.
Questo è anche il senso del mio discorso di ieri sul Covid19: la crisi umana e sociale avrebbe dovuto darci tempo e opportunità di fermarci a riflettere sulla situazione, sui disastri fatti dalla politica e dall'economia negli ultimi 50 anni. E invece ci siamo cullati in una specie di sonno indotto durato un paio di mesi lo scorso anno tra marzo e maggio, e quando siamo usciti abbiamo detto: ... e ora godiamoci tutto quello che non abbiamo fatto finora.
Vedere gente che gozzoviglia -con la quasi certezza di trasmettere ancora il virus- in spregio a chi sta morendo in una terapia intensiva, solo perché deve dimostrare di essere superiore (ma a cosa e a chi?) è per me la riprova che il covid19 è stato (anche) un'occasione persa per rimetterci in carreggiata. Senza dubbio perché le basi mancavano già da prima: come fai a desiderare una cosa se non sai che esista? Coma fai a capire che urge invertire la rotta, se non ti rendi conto che la rotta è sbagliata?
E se provassimo semplicemente a partire non dalla fine, cioé dalla risposta, ma dall'inizio, cioé dalla domanda? Se provassimo a chiederci: che rotta vogliamo dare alla nostra vita? alla nostra società?
Come lo vediamo il nostro mondo del futuro?
Sono le parole di un visionario, lo so. Ma io non sono chiamato, grazie a Dio!, a risolvere i problemi.
Sono chiamato solamente a governare la mia vita. E neanche quello, in verità, perché la mia vita l'ho messa nelle mani di Dio.
Ed è proprio la mia fede in Dio a dirmi che in ogni cosa le persone, le loro vite, la qualità della loro vita, devono essere al centro di ogni progetto.



Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)
 

venerdì 11 dicembre 2020

Il Franken-meme dello zio Nick

"Ero lì, nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva 'Francesco', dico 'socc..., chi è?'... dico 'eh?', diceeeeee 'svegliati sono il tuo Dio'."
No... aspettate un attimo, questo è un altro inizio... però, voglio dire, è ganzo no? E poi, più o meno, è come quello che volevo scrivere io.
Perché quando ho letto che lo zio Nick mi stava coinvolgendo nel suo ormai decennale Franken Meme, ho pensato: ecco, mi tocca fare un bel viaggetto nel passato.
Perché io sono tornato da poco nel mondo dei blogger (e non so per quanto ci starò), e tutto ciò che conosco ora è ciò che ho conosciuto anni fa.
Non so nemmeno se esistono ancora tanti blog che ho seguito per tanto tempo.
Perciò per scrivere questo post mi sono andato a cercare in rete nomi e volti che ho frequentato in passato.
Mi sono tornate in mente discussioni, risate, condivisioni.
Tutto rigorosamente tramite uno schermo, come va di moda oggi vivere la prossimità e l'"amicizia".
Che non è poi la fine del mondo conoscersi solo in rete, è pur sempre un'arricchimento. Tuttavia il mio mondo è romantico; preferisco Schelling e Schumann a Marinetti, per dire.
Prima che mi scenda la lacrimuccia, vengo al dunque. 
 
Dovrei, secondo i dettami del Franken Meme, citare i blog che seguo o mi piacciono divisi per categoria: quelli super, quelli che ce la stanno facendo, quelli che hanno bisogno di incoraggiamento... 
Ma, per lo stesso motivo di cui sopra, per me sono tutti uguali: si sono fermati a 5-6 anni fa.
Proverò tuttavia a fare qualche nome, perché in fondo qualcuno ho continuato a seguirlo, pur senza interagire.
È d'obbligo comuniciare dallo zio Nick. È l'unico blogger che abbia conosciuto di persona.
Ma quanto eravamo gggiovani, Nick?
Senza svelare nulla di particolare posso dire che il giorno in cui ci siamo incontrati non è stato forse uno dei giorni migliori della sua vita (non per causa mia!), eppure parlammo fino al pomeriggio di tutto: della nostra vita, delle famiglie, del lavoro (...), di blogger, di storie; come se ci fossimo conosciuti da sempre. Pranzammo in un ristorantino vicino alla stazione (io ero in vacanza a Bassano del Grappa) e poi lui ripartì nel pomeriggio.
Non sto a parlarvi della sua attività di blogger: basta vedere il medaglione che ha sulla pagina di Nocturnia: Vincitore del Premio Italia 2020. E il numero di visualizzazioni: più di 1 milione!
E, per usare una battuta famosissima, ... ho detto tutto.
L'ordine con cui ora nominerò altri blogger non ha alcuna importanza, perché per me sono stati tutti un pezzo della mia vita. Perdonatemi solo se scriverò qualche inesattezza su di loro: c'è stato un lungo periodo in cui mi sono estraniato da quel mondo.

Ariano Geta è l'esempio di chi ha seguito l'onda e l'estro della sua vita, passando dalla scrittura di romanzi e racconti all'attuale momento creativo in cui si sta cimentando -e con ottimi risultati!- nel disegno di fumetti stile giapponese. Non chiedetemi di essere più preciso o di usare termici tecnici perché non saprei farlo: andatevi a vedere direttamente il suo bellissimo blog o ad acquistare i suoi libri di fumetti!
 
Anche Glauco Silvestri è passato da un blog puramente letterario a quella che piano piano è (almeno penso) diventata la sua passione preponderante: la fotografia e, da ultimo, il mondo dei droni.
 
Un altro blogger che ricordo con simpatia è Simone Maria Navarra. Strano tipo... nel senso buono, anzi ottimo! Lo conobbi perché anche lui faceva parte della schiera degli aspiranti scrittori (eravamo tutti più giovani... ma poi qualcuno ha continuato davvero, vedrete). Simone era un ingegnere, con un suo lavoro ben avviato e faceva, se non ricordo male, il volontario del 118. Poi d'un tratto ha cominciato a dire che progettare non gli andava più molto a genio e che voleva iscriversi a medicina. Alla sua età! Ebbene, l'ha fatto e ora è un medico! Tutta la storia, comunque, che ho seguito fino alla fine, è raccontata qui.
 
E veniamo ad uno scrittore vero. Vero nel senso che ha sempre fatto quello (oltre che insegnare all'Università) e che ha vinto qualche premio: l'Urania 2011, il Kipple 2012, l'Urania - Stella Doppia 2013... Quisquilie, insomma. Chi è? Alessandro Forlani, per me un maestro, capace di inventare una lingua impossibile da definire, e che attraversa tutta la storia della lingua italiana e non solo. I suoi mondi sono talmente impossibili da essere reali, quasi tangibili. Leggere un suo racconto (e nel suo sito ce ne sono a decine!) vuol dire avventurarsi su terreni antichi gettati nel futuro. Ma se non si legge non si piò capire.
 
Che dire di Luca Morandi? Un genio del designer, di cui forse avete visto anche qualche lavoro in giro e che ha realizzato anche moltissime splendide copertine per racconti e romanzi per gli amici blogger.
Anche a me regalò la copertina del mio romanzetto con il Commissario Bacone.
 
Poi insieme cito qui Alessandro Girola e Davide Mana. Entrambe hanno una carriera di scrittori già abbastanza lunga alle spalle, ognuno nel suo campo e nel suo specifico; con le sue peculiarità stilistiche e narrative.
 
Mi vengono da citare, tra quelli con cui ho avuto una frequentazione virtual-epistolare anche fuori dal blog,  Daniele Lapenna, Angelo Benuzzi, Ferruccio Gianola, Gianluca Santini (di lui non riesco più a tovare il sito...), Enzo Milano, Raffaele Serafini, Edo Vitolo, Lady Ghost ...
... e come si dice in questi casi: se ho dimenticato qualcuno non è per malevolenza, ma proprio perché la mia memoria arriva solo fino a questo punto.
Di ognuno di loro potete farvi un'idea sbirciando nei rispettivi blog.

Se volete comunque farvi un'idea di quanti blogger era composto il mio mondo precedente, potete cercare a questa etichetta, che raccoglie una lunga serie di interviste (fatte con la mia pagina storica).
E per stasera penso che possa bastare così.


Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

Il Franken-meme dello zio Nick

"Ero lì, nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva 'Francesco', dico 'socc..., chi è?'... dico 'eh?', diceeeeee 'svegliati sono il tuo Dio'."
No... aspettate un attimo, questo è un altro inizio... però, voglio dire, è ganzo no? E poi, più o meno, è come quello che volevo scrivere io.
Perché quando ho letto che lo zio Nick mi stava coinvolgendo nel suo ormai decennale Franken Meme, ho pensato: ecco, mi tocca fare un bel viaggetto nel passato.
Perché io sono tornato da poco nel mondo dei blogger (e non so per quanto ci starò), e tutto ciò che conosco ora è ciò che ho conosciuto anni fa.
Non so nemmeno se esistono ancora tanti blog che ho seguito per tanto tempo.
Perciò per scrivere questo post mi sono andato a cercare in rete nomi e volti che ho frequentato in passato.
Mi sono tornate in mente discussioni, risate, condivisioni.
Tutto rigorosamente tramite uno schermo, come va di moda oggi vivere la prossimità e l'"amicizia".
Che non è poi la fine del mondo conoscersi solo in rete, è pur sempre un'arricchimento. Tuttavia il mio mondo è romantico; preferisco Schelling e Schumann a Marinetti, per dire.
Prima che mi scenda la lacrimuccia, vengo al dunque. 
 
Dovrei, secondo i dettami del Franken Meme, citare i blog che seguo o mi piacciono divisi per categoria: quelli super, quelli che ce la stanno facendo, quelli che hanno bisogno di incoraggiamento... 
Ma, per lo stesso motivo di cui sopra, per me sono tutti uguali: si sono fermati a 5-6 anni fa.
Proverò tuttavia a fare qualche nome, perché in fondo qualcuno ho continuato a seguirlo, pur senza interagire.
È d'obbligo comuniciare dallo zio Nick. È l'unico blogger che abbia conosciuto di persona.
Ma quanto eravamo gggiovani, Nick?
Senza svelare nulla di particolare posso dire che il giorno in cui ci siamo incontrati non è stato forse uno dei giorni migliori della sua vita (non per causa mia!), eppure parlammo fino al pomeriggio di tutto: della nostra vita, delle famiglie, del lavoro (...), di blogger, di storie; come se ci fossimo conosciuti da sempre. Pranzammo in un ristorantino vicino alla stazione (io ero in vacanza a Bassano del Grappa) e poi lui ripartì nel pomeriggio.
Non sto a parlarvi della sua attività di blogger: basta vedere il medaglione che ha sulla pagina di Nocturnia: Vincitore del Premio Italia 2020. E il numero di visualizzazioni: più di 1 milione!
E, per usare una battuta famosissima, ... ho detto tutto.
L'ordine con cui ora nominerò altri blogger non ha alcuna importanza, perché per me sono stati tutti un pezzo della mia vita. Perdonatemi solo se scriverò qualche inesattezza su di loro: c'è stato un lungo periodo in cui mi sono estraniato da quel mondo.

Ariano Geta è l'esempio di chi ha seguito l'onda e l'estro della sua vita, passando dalla scrittura di romanzi e racconti all'attuale momento creativo in cui si sta cimentando -e con ottimi risultati!- nel disegno di fumetti stile giapponese. Non chiedetemi di essere più preciso o di usare termici tecnici perché non saprei farlo: andatevi a vedere direttamente il suo bellissimo blog o ad acquistare i suoi libri di fumetti!
 
Anche Glauco Silvestri è passato da un blog puramente letterario a quella che piano piano è (almeno penso) diventata la sua passione preponderante: la fotografia e, da ultimo, il mondo dei droni.
 
Un altro blogger che ricordo con simpatia è Simone Maria Navarra. Strano tipo... nel senso buono, anzi ottimo! Lo conobbi perché anche lui faceva parte della schiera degli aspiranti scrittori (eravamo tutti più giovani... ma poi qualcuno ha continuato davvero, vedrete). Simone era un ingegnere, con un suo lavoro ben avviato e faceva, se non ricordo male, il volontario del 118. Poi d'un tratto ha cominciato a dire che progettare non gli andava più molto a genio e che voleva iscriversi a medicina. Alla sua età! Ebbene, l'ha fatto e ora è un medico! Tutta la storia, comunque, che ho seguito fino alla fine, è raccontata qui.
 
E veniamo ad uno scrittore vero. Vero nel senso che ha sempre fatto quello (oltre che insegnare all'Università) e che ha vinto qualche premio: l'Urania 2011, il Kipple 2012, l'Urania - Stella Doppia 2013... Quisquilie, insomma. Chi è? Alessandro Forlani, per me un maestro, capace di inventare una lingua impossibile da definire, e che attraversa tutta la storia della lingua italiana e non solo. I suoi mondi sono talmente impossibili da essere reali, quasi tangibili. Leggere un suo racconto (e nel suo sito ce ne sono a decine!) vuol dire avventurarsi su terreni antichi gettati nel futuro. Ma se non si legge non si piò capire.
 
Che dire di Luca Morandi? Un genio del designer, di cui forse avete visto anche qualche lavoro in giro e che ha realizzato anche moltissime splendide copertine per racconti e romanzi per gli amici blogger.
Anche a me regalò la copertina del mio romanzetto con il Commissario Bacone.
 
Poi insieme cito qui Alessandro Girola e Davide Mana. Entrambe hanno una carriera di scrittori già abbastanza lunga alle spalle, ognuno nel suo campo e nel suo specifico; con le sue peculiarità stilistiche e narrative.
 
Mi vengono da citare, tra quelli con cui ho avuto una frequentazione virtual-epistolare anche fuori dal blog,  Daniele Lapenna, Angelo Benuzzi, Ferruccio Gianola, Gianluca Santini (di lui non riesco più a tovare il sito...), Enzo Milano, Raffaele Serafini, Edo Vitolo, Lady Ghost ...
... e come si dice in questi casi: se ho dimenticato qualcuno non è per malevolenza, ma proprio perché la mia memoria arriva solo fino a questo punto.
Di ognuno di loro potete farvi un'idea sbirciando nei rispettivi blog.

Se volete comunque farvi un'idea di quanti blogger era composto il mio mondo precedente, potete cercare a questa etichetta, che raccoglie una lunga serie di interviste (fatte con la mia pagina storica).
E per stasera penso che possa bastare così.


Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

lunedì 7 dicembre 2020

Eresia!

Leggetevi un po' il post, prima di farvi scattare la nervatura...
Mi sono accorto, andando a leggere un post sul blog dell'amico Nick, che è un mese che non scrivo niente.
Sì, vabbè, avevo detto che questo sarebbe stato un posto, qui allo Starlight Casino, dove sarei venuto ogni tanto, a parlare dei fatti miei e dei vostri che state lassù sulla terra ferma.
Ma un mese senza darvi mie notizie mi sembra un po' tanto.
Così volevo farvi sapere a cosa sto pensando in questi ultimi giorni.
Sapete che ultimamente non è facile digerire i miei pensieri (spesso non lo è neanche per me!) e infatti su twitter e facebook le poche volte che qualcuno intergisce con quel che scrivo, sono per lo più invettive e mandamenti a quel paese.
Ma non ci posso far niente se leggendo la storia mi sono reso conto che i maggiori pensatori degli ultimi 100 e passa anni (ci vogliamo mettere Nietzsche e Pasolini?) hanno detto che fare filosofia, riflettere sulle radici delle cose, pensare insomma, presuppone la possibilità -anzi: l'ineludibilità- di scardinare idee ataviche, personali e comunitarie.
Perché è bello riempirsi la bocca di frasi piene di senso di personaggi famosi e poi restare nel proprio orticello, senza mettere il naso fuori dalla porta della propria mente...
D'altra parte la nostra società è così spaccata, così negativamente fluida e malleabile, perché fatta di gente mediocre, intellettualmente debole, sprovvista di criterio di giudizio, ignorante culturalmente, che si fa trascinare dal primo venuto solo perché lo trova capace di mettere 2 parole una in croce all'altra anche se non hanno un nesso logico.
(E ora, l'affondo!)
E questo perché siamo figli di una cultura (e io mi metto in testa a questo "quarto stato" dell'ignoranza indotta!) figlia di un'ideologia che non è stata capace di leggere la realtà, ma ha semplicemente preso paro paro le idee del capintesta e le ha calate sulla società. E quando queste idee cozzavano con la realtà non abbiamo (io per primo!) adeguato il principio, ma abbiamo preso un'ascia e tagliato la realtà fino a che non entrava nel nostro calderone ideologico.
Insomma una cultura che non ci ha insegnato a pensare, non ci ha dato criteri di indagine, ma ha detto: è così, che vi piaccia o no, che serva a capire le cose o meno (adesso forse capite anche la vignetta di Tim il Guiscardo a corredo di questo post).
[A proposito: penso di essere guarito da questa malattia degli -ismi...]
Detto e premesso ciò, vengo a quello che vi volevo dire.
Penso che tutti abbiate letto o sentito la notizia del deputato ungherese Jzsef Szájer che si proclama difensore della 'famiglia tradizionale', che è stato tra i fondatori del partito conservatore di cui fa parte anche Orban, e che è stato beccato durante un'"orgia gay" (uso i termini che hanno usato i mezzi di stampa) e con una pastiglia di ecstasy nello zaino.
Come avrete letto, e come era logico che accadesse, questo ha scatenato una raffica di interventi contro il sig. Szájer per la sua doppia faccia: di giorno fustigatore dei costumi, e di notte... frustatore di uomini in mutande (ironizzo...).
A questo punto mi sono chiesto: perché non si può applicare al sig. Szájer ciò che si dice riguardo la condizione degli omosessuali? e cioè che hanno difficoltà a dichiarare la propria realtà perché la società (spesso la famiglia stessa!) non capirebbe, sarebbe esclusi, trattati come reietti? E così si nascondono, a volte anche facendo finta di mal tollerare e/o denigrando altri omosessuali per non far trasparire nulla?
Io questa situazione la capisco, e la accetto e dico che finché la nostra società non sarà capace di accettare un omosessuale, anzi finché dirà: tu sei omosessuale e l'altro no; finché cioè farà ancora differenza tra bianco e nero, tra povero e ricco, tra gay ed etero senza capire che la nostra radice è quella umana; fino a che si farà ciò, nessuno avrà fatto un passo avanti verso un'umanità diversa, sicuramente migliore.
Ma, tornando a Szájer, perché questo non potrebbe essere il caso del deputato ungherese? Perché non potrebbe essere che la sua natura è quella omosessuale e lui si nasconda dietro una facciata perbenista?
Solo perché si dice a favore della "famiglia tradizionale" (qualunque cosa voglia dire)?
Per lui non c'è il benficio del dubbio?
Senza difendere né l'uno né gli altri, a me pare che come spesso accade quando ci sono di mezzo certe tematiche, si facciano due pesi e due misure a seconda del personaggio e delle sue preferenze politiche.
Perché per tanta gente (parere mio, eh!) certi periodi storici non sono mai finiti, e continuano a vivere in un  mondo che non solo non esiste più, ma che continua ad essere lontano dal saper leggere la realtà.
 
Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

Eresia!

Leggetevi un po' il post, prima di farvi scattare la nervatura...
Mi sono accorto, andando a leggere un post sul blog dell'amico Nick, che è un mese che non scrivo niente.
Sì, vabbè, avevo detto che questo sarebbe stato un posto, qui allo Starlight Casino, dove sarei venuto ogni tanto, a parlare dei fatti miei e dei vostri che state lassù sulla terra ferma.
Ma un mese senza darvi mie notizie mi sembra un po' tanto.
Così volevo farvi sapere a cosa sto pensando in questi ultimi giorni.
Sapete che ultimamente non è facile digerire i miei pensieri (spesso non lo è neanche per me!) e infatti su twitter e facebook le poche volte che qualcuno intergisce con quel che scrivo, sono per lo più invettive e mandamenti a quel paese.
Ma non ci posso far niente se leggendo la storia mi sono reso conto che i maggiori pensatori degli ultimi 100 e passa anni (ci vogliamo mettere Nietzsche e Pasolini?) hanno detto che fare filosofia, riflettere sulle radici delle cose, pensare insomma, presuppone la possibilità -anzi: l'ineludibilità- di scardinare idee ataviche, personali e comunitarie.
Perché è bello riempirsi la bocca di frasi piene di senso di personaggi famosi e poi restare nel proprio orticello, senza mettere il naso fuori dalla porta della propria mente...
D'altra parte la nostra società è così spaccata, così negativamente fluida e malleabile, perché fatta di gente mediocre, intellettualmente debole, sprovvista di criterio di giudizio, ignorante culturalmente, che si fa trascinare dal primo venuto solo perché lo trova capace di mettere 2 parole una in croce all'altra anche se non hanno un nesso logico.
(E ora, l'affondo!)
E questo perché siamo figli di una cultura (e io mi metto in testa a questo "quarto stato" dell'ignoranza indotta!) figlia di un'ideologia che non è stata capace di leggere la realtà, ma ha semplicemente preso paro paro le idee del capintesta e le ha calate sulla società. E quando queste idee cozzavano con la realtà non abbiamo (io per primo!) adeguato il principio, ma abbiamo preso un'ascia e tagliato la realtà fino a che non entrava nel nostro calderone ideologico.
Insomma una cultura che non ci ha insegnato a pensare, non ci ha dato criteri di indagine, ma ha detto: è così, che vi piaccia o no, che serva a capire le cose o meno (adesso forse capite anche la vignetta di Tim il Guiscardo a corredo di questo post).
[A proposito: penso di essere guarito da questa malattia degli -ismi...]
Detto e premesso ciò, vengo a quello che vi volevo dire.
Penso che tutti abbiate letto o sentito la notizia del deputato ungherese Jzsef Szájer che si proclama difensore della 'famiglia tradizionale', che è stato tra i fondatori del partito conservatore di cui fa parte anche Orban, e che è stato beccato durante un'"orgia gay" (uso i termini che hanno usato i mezzi di stampa) e con una pastiglia di ecstasy nello zaino.
Come avrete letto, e come era logico che accadesse, questo ha scatenato una raffica di interventi contro il sig. Szájer per la sua doppia faccia: di giorno fustigatore dei costumi, e di notte... frustatore di uomini in mutande (ironizzo...).
A questo punto mi sono chiesto: perché non si può applicare al sig. Szájer ciò che si dice riguardo la condizione degli omosessuali? e cioè che hanno difficoltà a dichiarare la propria realtà perché la società (spesso la famiglia stessa!) non capirebbe, sarebbe esclusi, trattati come reietti? E così si nascondono, a volte anche facendo finta di mal tollerare e/o denigrando altri omosessuali per non far trasparire nulla?
Io questa situazione la capisco, e la accetto e dico che finché la nostra società non sarà capace di accettare un omosessuale, anzi finché dirà: tu sei omosessuale e l'altro no; finché cioè farà ancora differenza tra bianco e nero, tra povero e ricco, tra gay ed etero senza capire che la nostra radice è quella umana; fino a che si farà ciò, nessuno avrà fatto un passo avanti verso un'umanità diversa, sicuramente migliore.
Ma, tornando a Szájer, perché questo non potrebbe essere il caso del deputato ungherese? Perché non potrebbe essere che la sua natura è quella omosessuale e lui si nasconda dietro una facciata perbenista?
Solo perché si dice a favore della "famiglia tradizionale" (qualunque cosa voglia dire)?
Per lui non c'è il benficio del dubbio?
Senza difendere né l'uno né gli altri, a me pare che come spesso accade quando ci sono di mezzo certe tematiche, si facciano due pesi e due misure a seconda del personaggio e delle sue preferenze politiche.
Perché per tanta gente (parere mio, eh!) certi periodi storici non sono mai finiti, e continuano a vivere in un  mondo che non solo non esiste più, ma che continua ad essere lontano dal saper leggere la realtà.
 
Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

sabato 31 ottobre 2020

La supercazzola di Halloween

Il Porcino Cosmico fotografato da casa del Dalai Lama
Non abbiate paura, Halloween non c'azzecca niente col post, è solo per acchiappare l'attenzione.
Per parte mia, infatti, ritengo Halloween una delle feste più imbecilli (cit.) dell'anno. Sarà colpa del mio luddismo intellettuale? Lo dico subito così a chi questo non sta bene (pur con tutti i suoi buoni motivi cultural ludici!) non va oltre.
Comunque, pensavo stamane che questo, in fondo, non è solo un blog di fantascienza.
Se ci pensate: come chiamereste il mondo che abitiamo se non "Terra Incognita" (titolo che, lo ricordo, devo al genio di zio Nick)?
Cosa conosciamo veramente della sua essenza? Sappiamo forse con precisione come e quando è spuntato fuori dal nulla? Perché proprio una palla che gira attorno ad un Sole? Che a sua volta vaga in una massa di stelle che noi chiamiamo Via Lattea?
E, volendo fare i pignoli, perché la chiamiamo proprio "Via Lattea"? In un'epoca in cui ognuno è dio a se stesso e la "libertà" è la parola più stuprata di tutto il vocabolario dell'universo criato (altra cit.), perché io non la posso chiamare "Porcino Cosmico" e gli altri non devono seguire la mia volontà?
In un mondo in cui a 15 anni per legge non puoi comprarti le calzine natalizie pucciose su Amazon ma puoi andare in farmacia e, senza che nessuna sappia e dica qualcosa, puoi comprare l'ElleOne per ammazzare il bambino che forse porti in grembo, perché mettiamo paletti alla nomazione delle cose? Se per me quest'ammasso di stelle in cui sguazza il sole si chiama "Porcino Cosmico", è così, e lo deve essere per tutti.
Queste discriminazioni mi fanno impazzire...
Naturalmente la mia è amara e nera ironia...
Ma torniamo ab ovo.
Dicevo che "Terra Incognita"  potrebbe non essere il nome di un blog di sola fantascienza.
E il sottotitolo mi rafforza in questa convinzione: "Giornale di bordo dallo Starlight Casinò".
Ricordate lo Starlight Casinò? No?
Bene. Anzi male! Vuol dire che di fantascienza ne masticate poco e, soprattutto, non avete mai letto questo mio giovane blog.
Allo Starlight Casinò gli occupanti della Orion passavano il loro tempo libero, chiacchierando de la qualunque.
Perciò perché io non potrei usare questo pub virtuale per farmi i fatti miei e farveli sapere?
Magari non vi piaceranno (i fatti miei), ma non è affar mio: se siete arrivati fin qui a sbirciare, ben vi sta! Di questo sono convinto.
Anche se la convinzione è una di quelle cose che più mi fa salire la pressione. O come direbbe Pino Daniele, mi procura l'arteteca. 
E c'è ancora un altro motivo per cui posso utilizzare quest blog per il ❌❌❌ quotidiano; motivo molto più dotto, tratto dal fantascientifico mondo del maestro Isaac Asimov.
Ricordate "Le grandi storie della fantascinza"? No. Allora fatevi un giro qui.
Ebbene, nelle sue introduzioni alle singole annate egli faceva la cronistoria degli avvenimenti storici e di quelli della produzione fantascientifica, ma separando i 2 mondi.
E il mondo che noi chiameremo reale, storico, per lui era il mondo "al di fuori della realtà".
Ecco.
Quindi: perché un blog di fantascienza non dovrebbe parlare di cose quotidiane? In fondo tutto il mondo è reale o irreale a secondo del punto di vista...

 

(E tutto questo mentre Sean Connery s'imbarca per la sua ultima avventura: riuscirà a trovare la Barba di Dio?)
 
Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

La supercazzola di Halloween

Il Porcino Cosmico fotografato da casa del Dalai Lama
Non abbiate paura, Halloween non c'azzecca niente col post, è solo per acchiappare l'attenzione.
Per parte mia, infatti, ritengo Halloween una delle feste più imbecilli (cit.) dell'anno. Sarà colpa del mio luddismo intellettuale? Lo dico subito così a chi questo non sta bene (pur con tutti i suoi buoni motivi cultural ludici!) non va oltre.
Comunque, pensavo stamane che questo, in fondo, non è solo un blog di fantascienza.
Se ci pensate: come chiamereste il mondo che abitiamo se non "Terra Incognita" (titolo che, lo ricordo, devo al genio di zio Nick)?
Cosa conosciamo veramente della sua essenza? Sappiamo forse con precisione come e quando è spuntato fuori dal nulla? Perché proprio una palla che gira attorno ad un Sole? Che a sua volta vaga in una massa di stelle che noi chiamiamo Via Lattea?
E, volendo fare i pignoli, perché la chiamiamo proprio "Via Lattea"? In un'epoca in cui ognuno è dio a se stesso e la "libertà" è la parola più stuprata di tutto il vocabolario dell'universo criato (altra cit.), perché io non la posso chiamare "Porcino Cosmico" e gli altri non devono seguire la mia volontà?
In un mondo in cui a 15 anni per legge non puoi comprarti le calzine natalizie pucciose su Amazon ma puoi andare in farmacia e, senza che nessuna sappia e dica qualcosa, puoi comprare l'ElleOne per ammazzare il bambino che forse porti in grembo, perché mettiamo paletti alla nomazione delle cose? Se per me quest'ammasso di stelle in cui sguazza il sole si chiama "Porcino Cosmico", è così, e lo deve essere per tutti.
Queste discriminazioni mi fanno impazzire...
Naturalmente la mia è amara e nera ironia...
Ma torniamo ab ovo.
Dicevo che "Terra Incognita"  potrebbe non essere il nome di un blog di sola fantascienza.
E il sottotitolo mi rafforza in questa convinzione: "Giornale di bordo dallo Starlight Casinò".
Ricordate lo Starlight Casinò? No?
Bene. Anzi male! Vuol dire che di fantascienza ne masticate poco e, soprattutto, non avete mai letto questo mio giovane blog.
Allo Starlight Casinò gli occupanti della Orion passavano il loro tempo libero, chiacchierando de la qualunque.
Perciò perché io non potrei usare questo pub virtuale per farmi i fatti miei e farveli sapere?
Magari non vi piaceranno (i fatti miei), ma non è affar mio: se siete arrivati fin qui a sbirciare, ben vi sta! Di questo sono convinto.
Anche se la convinzione è una di quelle cose che più mi fa salire la pressione. O come direbbe Pino Daniele, mi procura l'arteteca. 
E c'è ancora un altro motivo per cui posso utilizzare quest blog per il ❌❌❌ quotidiano; motivo molto più dotto, tratto dal fantascientifico mondo del maestro Isaac Asimov.
Ricordate "Le grandi storie della fantascinza"? No. Allora fatevi un giro qui.
Ebbene, nelle sue introduzioni alle singole annate egli faceva la cronistoria degli avvenimenti storici e di quelli della produzione fantascientifica, ma separando i 2 mondi.
E il mondo che noi chiameremo reale, storico, per lui era il mondo "al di fuori della realtà".
Ecco.
Quindi: perché un blog di fantascienza non dovrebbe parlare di cose quotidiane? In fondo tutto il mondo è reale o irreale a secondo del punto di vista...

 

(E tutto questo mentre Sean Connery s'imbarca per la sua ultima avventura: riuscirà a trovare la Barba di Dio?)
 
Tim il Guiscardo
Vice Comandante dell'Astronave Terra
(in attesa che torni il Capo)

lunedì 29 giugno 2020

Prologo

Ed eccomi a ricominciare...
C'è qualcuno là fuori? Magari Orson?

Per l'ennesima volta, ancora.

Il vizio antico di voler comunicare con la scrittura penso che non mi lascerà fino alla fine della mia vita. E per quanto ogni volta mi dica: lascia stare, sei vecchio, tanto non legge nessuno, e pacche sulla spalla simili, ci ricasco e ricomincio.
Questa volta è un altro blog.
Iniziai il mio primo blog nel 2008. A quei tempi era "Il Garage di Demetrio" e aveva come foto del primo post quella di un'auto sportiva rossa parcheggiata davanti ad un garage; una foto fatta personalmente a Bardonecchia.
Dopo di allora andai avanti per altri 8-9 anni, sempre con lo stesso blog, variando però gli interessi dei post: lettarari, spirituali, diaristici.
Chiuso quel primo blog e dopo qualche mese di stasi ne aprii un altro e poi un altro ancora, che dovevano essere semplici diari.
Poi più nulla fino a qualche giorno fa, quando mi sono detto: sto pubblicando quasi quotidianamente dei post su facebook sulla fantascienza; perché non pubblicarli anche su un blog? E magari poi ampliare un po' il discorso?
Così è nato questo blog, con la partecipazione attiva di alcuni amici per la parte "estetica" (che ancora può migliorare se mi date qualche dritta).
Volevo subito chiarire una cosa per non far nascere false aspettative: io non sono un conoscitore di fantascienza, né letteraria né cinematografica; io ne sono solo un fruitore.
Quindi non vi aspettate discorsi cattedratici, giudizi sapienziali su questo o quell'autore, critiche alla scrittura di Tizio, esegesi di Caio, saggi sulla corrente XY.
Su questo blog si vola basso: aneddoti, curiosità, pareri personali, al massimo collegamenti tra scrittura, cinema e musica; sempre a fondo fantascientifico.
Può essere che inframmezzerò con qualche post più generalista o diaristico.
E poi, sarà quel che sarà.
Se vi piacerà e vi interesserà, sarete i benvenuti.
Altrimenti amici come prima.
Nano! Nano! 


 

Prologo

Ed eccomi a ricominciare...
C'è qualcuno là fuori? Magari Orson?

Per l'ennesima volta, ancora.

Il vizio antico di voler comunicare con la scrittura penso che non mi lascerà fino alla fine della mia vita. E per quanto ogni volta mi dica: lascia stare, sei vecchio, tanto non legge nessuno, e pacche sulla spalla simili, ci ricasco e ricomincio.
Questa volta è un altro blog.
Iniziai il mio primo blog nel 2008. A quei tempi era "Il Garage di Demetrio" e aveva come foto del primo post quella di un'auto sportiva rossa parcheggiata davanti ad un garage; una foto fatta personalmente a Bardonecchia.
Dopo di allora andai avanti per altri 8-9 anni, sempre con lo stesso blog, variando però gli interessi dei post: lettarari, spirituali, diaristici.
Chiuso quel primo blog e dopo qualche mese di stasi ne aprii un altro e poi un altro ancora, che dovevano essere semplici diari.
Poi più nulla fino a qualche giorno fa, quando mi sono detto: sto pubblicando quasi quotidianamente dei post su facebook sulla fantascienza; perché non pubblicarli anche su un blog? E magari poi ampliare un po' il discorso?
Così è nato questo blog, con la partecipazione attiva di alcuni amici per la parte "estetica" (che ancora può migliorare se mi date qualche dritta).
Volevo subito chiarire una cosa per non far nascere false aspettative: io non sono un conoscitore di fantascienza, né letteraria né cinematografica; io ne sono solo un fruitore.
Quindi non vi aspettate discorsi cattedratici, giudizi sapienziali su questo o quell'autore, critiche alla scrittura di Tizio, esegesi di Caio, saggi sulla corrente XY.
Su questo blog si vola basso: aneddoti, curiosità, pareri personali, al massimo collegamenti tra scrittura, cinema e musica; sempre a fondo fantascientifico.
Può essere che inframmezzerò con qualche post più generalista o diaristico.
E poi, sarà quel che sarà.
Se vi piacerà e vi interesserà, sarete i benvenuti.
Altrimenti amici come prima.
Nano! Nano!